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Condizioni quadro
Condizioni quadro
Parola d’ordine: servizio di base
Per servizio di base spesso s’intende l’intera offerta della Posta. Tuttavia solo una parte di essa costituisce il servizio pubblico, ovvero il servizio universale definito dalla legge sulle poste. La Posta adempie pienamente alle prescrizioni legislative, offrendo addirittura servizi che vanno al di là di quanto previsto. Per esempio, in base alla legge sulle poste le lettere di posta A devono essere recapitate almeno cinque giorni a settimana, mentre la Posta le recapita addirittura sei giorni.
Un servizio capillare con un numero imprecisato di uffici postali
Dal 1° gennaio 2004 la Posta ha un mandato infrastrutturale che le impone a gestire una rete capillare di uffici postali. Inoltre gli uffici postali che offrono le prestazioni del servizio di base devono trovarsi ad una distanza ragionevole.
Prima di spostare o chiudere un ufficio postale, la Posta ascolta le autorità dei comuni interessati e cerca una soluzione consensuale. Per il Consiglio federale anche le agenzie sono considerate uffici postali. Il servizio postale è riconosciuto come una valida alternativa all’ufficio postale per l’erogazione del servizio di base. D’altro canto, sia il Consiglio federale che il Parlamento hanno rinunciato espressamente a definire delle norme di legge riguardanti il numero esatto di uffici postali. Che ne è della distanza adeguata degli uffici postali? Se c’è un servizio a domicilio, il Consiglio federale considera accettabile un tragitto medio di 20-30 minuti con i trasporti pubblici.
La nuova legislazione postale
Per la verifica degli uffici postali la Posta si attiene a tutte le condizioni quadro e direttive. Tuttavia il Consiglio federale esige anche di prendere in considerazione dei cambiamenti. Questo significa orientarsi alle esigenze della clientela, lavorare in maniera redditizia, offrire servizi competitivi e incrementare il valore dell’azienda. Perché con l’apertura dei mercati postali in Europa cambia anche il mercato postale svizzero. E questo rende necessaria a sua volta una completa revisione della legislazione postale nazionale. Il Consiglio federale approvato il proprio messaggio al Parlamento il 20 maggio 2009.
La nuova legislazione creerà le condizioni quadro per fare in modo che tutti gli operatori siano sottoposti alle stesse regole e venga garantito un servizio di base di alto livello. In tal modo la Posta (che in futuro sarà una società anonima di proprietà della Confederazione) continuerà a sottostare all’obbligo di assicurare in ogni angolo del Paese un servizio postale di base comprendente il traffico dei pagamenti. Anche gli operatori postali privati dovranno negoziare un contratto collettivo di lavoro e rispettare le condizioni di lavoro in uso nel ramo.
Due tappe, due possibilità di essere ascoltati
L’apertura del mercato in Svizzera avrà luogo in due tappe. La prima – l’abbassamento del monopolio delle lettere a 50 grammi per il 1° luglio 2009 – è stata decisa mediante un’ordinanza del Consiglio federale. La completa liberalizzazione del mercato dovrà aver luogo mediante un decreto del Consiglio federale da sottoporre al Parlamento un anno dopo l’entrata in vigore della legge. Tale decreto è soggetto al referendum facoltativo. Il Parlamento e il popolo possono quindi esprimersi due volte in merito all’apertura del mercato postale: da un lato in merito alla nuova legislazione postale, che come ogni nuova legge sottostà al referendum facoltativo, dall’altro in merito alla totale liberalizzazione del mercato.
Uno sguardo all’estero
Oggi nell’Unione europea (Ue) rimane unicamente un monopolio sulle lettere (attualmente fino a 50 g). Il Parlamento europeo si è espresso per la totale apertura del mercato postale europeo per il 1° gennaio 2011. I nuovi Stati membri e quelli più piccoli nonché quelli con regioni molto periferiche o insulari possono prorogare la scadenza di due anni.
La rete di vendita della maggior parte dei Paesi europei è diversa da quella della Svizzera. La percentuale di agenzie è molto più elevata (nell’Ue costituisce in meda più del 50%). Questo dipende soprattutto dal fatto che – diversamente da quanto avviene in Svizzera – il traffico dei pagamenti non fa parte del servizio universale. Inoltre le minori esigenze di sicurezza facilitano la diffusione delle agenzie all’estero.